Il controllo del respiro !
Fino dall’antichità, una delle vie più grandi per giungere al potere, è quella della tecnica del respiro. Il respiro è appunto il nostro unico perno grazie a cui facciamo girare tutto, dalla mattina quando ci svegliamo, alla mattinata successiva. ll controllo del respiro può fungere da ponte verso altri mondi, verso vette di conoscenza inimmaginabili.
Mettetevi in una posizione comoda, in un luogo tranquillo e poco illuminato, meglio se illuminato solo dalla luce di una candela, e portate l’attenzione sul vostro respiro. Dovete limitarvi a osservare il vostro naturale processo di respirazione senza alterarlo in alcun modo. Dovete solo preoccuparsi di respirare coscientemente.
Tenere l’attenzione focalizzata sul proprio respiro mentre si è seduti in meditazione o, ancora meglio, focalizzarsi sul respiro nel corso della giornata ogni volta che si riesce a ricordarselo, durante le normali attività quotidiane, è un metodo efficace che conduce velocemente in stati superiori di coscienza.
Va da sé che il solo fatto di dedicare attenzione al proprio respiro, cosa che in condizioni normali l’uomo mai si degna di fare, lo altera già in una certa misura. Ciò accade naturalmente ed è giusto che avvenga; è però essenziale che, in questa prima fase, il praticante non si sforzi di modificarlo lui stesso coscientemente.
Il corpo deve rimanere immobile. In questo stato di fissità si deve svolgere il processo di respirazione.
Solo quando l’apprendista è in grado di osservare il proprio respiro in uno stato di “presenza” per diversi minuti senza venire distratto da associazioni di pensiero e dialoghi immaginari che si svolgono all’interno della sua mente, allora può passare alla fase successiva.
A questo punto il “tempo di ritenzione” - la pausa tra il movimento di inspirazione e quello di espirazione - deve cominciare a diventare sempre più lungo.
Tale pausa di ritenzione è conosciuta come matra (=misura) dagli indù.
Mantenendo una postura fissa e ritenendo il respiro per periodi di tempo sempre crescenti si acquisiscono siddhi ( poteri magici ) sempre più straordinari, fino a giungere alla sospensione dell’invecchiamento e all’immortalità assoluta - al di là della « dissoluzione universale » ( maha-pralaya ). Secondo i più antichi scritti dell’alchimia indù, il grado di progresso è dato dalla lunghezza del tempo in cui si riesce a trattenere il respiro. Si deve procedere con cautela, cercando di aumentare ogni giorno il numero dei secondi che caratterizzano la durata della fase di ritenzione, stando ovviamente attenti sulle possibile controindicazioni.
Grazie alla respirazione dovrete e potrete completare appieno il vostro cammino, un cammino che per voi, in questo caso, sarà in discesa. Bisogna crederci però, effettuare tutte le nostre azioni senza nulla in cambio. Solo così giungerete al vero potere.
Un dovuto ringraziamento a [OfficinaAlkemica] per la fonte del tema trattato.

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